Il Museo del Banditismo di Aggius


E' un Museo inusuale quello dedicato al Banditismo che si trova nel piccolo borgo di Aggius in Gallura. Anni fa nello stesso paese avevo visitato il Museo Etnografico MEOC un bel museo in cui è possibile scoprire le tradizioni artigianali del paese ed in particolare la lavorazione del tappeto.
Non mi aspettavo di trovarlo aperto domenica mattina 2 novembre, invece il Museo è aperto tutto l'anno e nella stagione più calda anche nel pomeriggio.


Che cos'è il banditismo? Nel 1700 e 1800 in Sardegna numerose erano le persone colpevoli di delitti e reati in genere che si opponevano alla legge cercando di evitare le pene e il carcere nascondendosi in luoghi isolati nelle selvagge foreste della Sardegna e spesso diventando artefici di sanguinose faide tra famiglie.

Perché ad Aggius? Perché in Gallura Aggius è stato uno dei paesi maggiormente protagonisti del banditismo, dal dominio spagnolo nel '500 fino alla dominazione sabauda nell'800.

"Durante questo lungo e travagliato periodo  - si legge sul sito del Museo - nell’impervio ed allora più vasto territorio di Aggius omicidi, agguati, furti di bestiame e danneggiamenti erano all’ordine del giorno. Lungo i litorali delle “Cussorge” più lontane prosperavano del tutto impunite orde di contrabbandieri e di abigeatari, tanto che nel 1726 un rapporto molto dettagliato delle autorità locali attribuisce ad Aggius il ruolo di paese leader nel traffico clandestino di cereali, e pochi giorni dopo il viceré, conte Pallavicino di Saint Remy, emana un decreto che inizia così: “Essendo stato informato che gli abitanti della villa di Agius, dediti quasi tutti al contrabbando, sono soliti prendere il grano ed altri generi commerciali di cui fanno contrabbando dai villaggi e dalle località dell’Anglona. Così si organizzano in quadriglie…”."

Interessante è scoprire che a livello popolare spesso il bandito veniva considerato un diseredato, "caduto in disgrazia per motivi d’onore e quindi meritevole di rispetto e protezione". 




Il Museo è oggi ospitato nell'antico edificio in granito della vecchia Pretura, nel centro più antico del Paese, un edificio a due piani in cui il Museo occupa 4 sali divise dalla scalinata interna.
Sulla facciata si trova il "pregone" del viceré Francesco Ludovico Costa, un pronunciamento in cui si minaccia la distruzione di Aggius perchè considerato "scandaloso ricovero e favore.. di banditi e facinorosi".
L'allestimento del Museo è piuttosto semplice ma sufficiente a presentare la storia del banditismo in Sardegna nei secoli passati grazie a documenti dell'epoca e testimonianze materiali quali indumenti ed oggetti di uso quotidiano nonché numerose armi, fucili e pistole. All'ingresso viene consegnata una piccola guida cartacea che permette di approfondire il percorso di visita e la mancanza di qualche didascalia nelle teche.



La prima sala è una bella ricostruzione di un ufficio dei Carabinieri di fine '800 dove sono esposte, tra l'altro, un paio di antiche manette. Una teca espone le fotografie e i documenti di alcuni banditi, come arresti o note biografiche. Non mi aspettavo di trovare le fotografie: le facce dei banditi, dai tratti tipicamente sardi, ricordano quelli di malviventi che solitamente vediamo nei film western.



Nella seconda sala si trovano numerosi oggetti appartenuti a banditi tra cui quelli del bandito di Aggius Sebastiano Tansu, conosciuto come il Muto di Gallura poiché nato sordo muto e che ispirò il romanzo omonimo scritto da Enrico Costa. Il Muto fu uno dei più famosi della zona e fu coinvolto in una delle più tragiche faide.
Molto interessanti sono anche i disegni realizzati dai carabinieri a seguito di alcuni omicidi: si tratta di alcune piante delle strade in cui veniva commesso il fatto, realizzate in maniera piuttosto dettagliata, con indicato pure il nome delle famiglie proprietarie della case. Una linea rossa indicava il percorso ipotetico di fuga del malvivente.


E' qui che sono esposte alcune pagine del Catalogo de'Banditi un elenco redatto a inizio '800 di tutti Banditi ricercati in Sardegna con indicata il paese di provenienza e i reati commessi.




La teca con gli oggetti appartenuti al Muto di Gallura
La terza sala, più piccola, ospita solo armi da fuoco. Soffermandosi un attimo davanti a queste teche viene da riflettere sulla vita di questi banditi, abituati a vivere in grotte, piccoli rifugi e abituati a vivere da malviventi e ricercati nel rispetto di una propria etica. Chissà di quali omicidi e altri reati sono state testimoni queste armi e quante cose potrebbero raccontare se potessero esprimersi. Sono passati ormai decenni ma il tempo dei banditi è - fortunatamente- finito.



Infine, nella quarta sala sono esposti ulteriori documenti, in particolare sentenze dei condannati, indumenti dei carcerati e numerose altre armi. Leggere delle diverse tipologie di torture e pene che potevano essere inflitte ai condannati fa davvero fare un salto indietro nel passato, e conoscere un tipo di giustizia alla quale non siamo più davvero abituati.
Qui si trovano altre armi e fucili appartenuti a pirati provenienti dal nord Africa e che invadevano la Sardegna, un altra tipologia di Banditi nell'isola.



Il Museo del Banditismo si trova in Via Pretura ad Aggius.

ORARIO INVERNALE (16 OTTOBRE – 31 MARZO)
Mattino: 10.00/13.00
Giorno di chiusura: lunedì Giorni di chiusura speciali: 24/25/26/31 dicembre
Mese di chiusura: Gennaio

WINTER TIMETABLE (OCTOBER 16 – MARCH 31)
Morning: 10AM to 1PM
Closing day: Monday Special closing days: December 24/25/26/31
Closing Month: January

ORARIO ESTIVO (01 APRILE – 15 OTTOBRE)
Mattino: 10.00/13.00 Pomeriggio: 16.00/18.00
Giorni di chiusura speciali: 15 agosto

SUMMER TIMETABLE (01 APRIL – 15 OCTOBER)
Morning: 10AM to 1PM Afternoon: 4 to 6PM
Special closing days: August 15

CONTATTI 
Tel +39 079 62 10 29
Mobile: +39 349 4533208
info@museodiaggius.it
 Sito web: www.museodiaggius.it

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