Ciao Brighton



Sono state 4 settimane molto intense: tante le esperienze vissute durante quest'ultimo periodo a Brighton e ancora tanti i post che devo scrivere su luoghi visti e le esperienze fatte, tra cui i due giorni a Londra. Sono tornato alla quotidianità della vita romana, e per certi versi mi sembra di aver vissuto quest'ultimo mese quasi in un altro mondo.

L'esperienza a Brighton è stata molto bella da vari punti di vista. Nella scuola mi sono sentito accolto e sono riuscito a migliorare il mio inglese. Il team della scuola è molto giovane e questo mi aiutato a vivere il tutto più informalmente. Inoltre sono molto contento degli incontri fatti con giovani provenienti da tutto il mondo e con i quali ho riscoperto una certa familiarità: turchi, svizzeri, spagnoli, sudamericani, sudcoreani sono stati compagni di chiacchere, battute e qualche birra, che in Inghilterra fa da trait d'union di ogni momento conviviale.  

Come per Parigi anche questo breve periodo a Brighton ha suscitato in me tante domande sulla vita, il lavoro, il vivere all'estero permettendomi di allargare un po' la mia mentalità, perdere qualche pregiudizio e apprezzare maggiormente tutto ciò che di bello (e buono...) c'è in Italia.


Gli incontri sono stati tanti: tante e diverse storie con persone che in un modo o nell'altro mi hanno lasciato qualcosa e che ringrazio. A partire da chi ma ospitato aprendo la propria casa con sorriso e accoglienza e dagli insegnanti giovani, entusiasmanti e molto friendly con i quali era anche normale bere una birra al pub. In quattro settimane devo dire ho imparato molto, grazie!
E poi gli italiani: quelli che da mesi o anni lavorano qui per scelta, per carriera o per caso; chi si laureato ed è venuto a studiare la lingua "perché tanto in Italia non c'è lavoro", o chi come me ha deciso che era una cosa che voleva fare da tempo e sa che l'inglese al giorno d'oggi è indispensabile.
Un ricordo particolare va agli amici turchi: non ho mai incontrato fino ad oggi nessun turco e sono rimasto molto colpito dalla loro amicizia e dalla loro apertura: dopo tutti gli inviti ricevuti  mi sa che mi toccherà fare un viaggio in Turchia!
Grazie agli amici che stanno in Inghilterra e che mi sono venuti a trovare: ritrovarvi dopo anni è stato davvero bello!


Cosa mi mancherà di Brighton

- l'accoglienza: non mi sono sentito affatto uno straniero ma molto a mio agio (bello sentirsi dire "You're welcome!"), non solo camminando in città da una parte all'altra come se fosse il mio paese ma anche sentendomi accolto dovunque fossi e senza sentirmi guardato male per il mio inglese maccheronico, contrariamente al fare dei parigini che pretendevano un francese perfetto...
- il camminare spensierato per la città: quanti chilometri che ho percorso da una parte all'altra alla scoperta di scorci e particolarità!
- la possibilità di incontro con persone diverse provenienti da tutto il mondo
- il silenzio e la tranquillità: era da così tanto tempo che non dormivo così bene, senza sentire rumori e voci la mattina presto! Inoltre a Brighton è una cittadina tranquilla e a parte i gabbiani -  ci si sente molto sicuri anche di notte. 
- il mare: adoro il mare; starei ore seduto ad osservarlo, a fissare il movimento continuo delle onde e sentirne lo scroscio. Devo dire che il mare di Brighton, nonostante la sua poca trasparenza e i sassolini, me lo sono goduto molto: spesso andavo a sedermi, a leggere qualcosa, mangiare un panino, ascoltare musica, bagnare i piedi e nelle ultimi giorni, grazie alle più alte temperature anche per un tuffo.

Cosa non mi mancherà di Brighton

- l'aggressività dei gabbiani: non è possibile che  nelle zone più affollate della spiaggia e vicino al Pier non si possa mangiare in pace! 
-  a parte i dolci (muffin, short bread, cakes, ) l'Inghilterra non è famosa per molti piatti tipici. Da questo punto di vista penso che non si possa andare avanti ad hambuger e fish & chips e che "come si mangia in Italia non si mangia da nessun altra parte!"
- la possibilità di bere un espresso decente (per fortuna mi sono ben guardato di portarmi una moka da casa...)

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