Il teatro del Carmine di Tempio Pausania


Il teatro mi è sempre piaciuto. Ho avuto la possibilità di andarci qualche volta. All'università non ci sono mai andato forse perché non è una cosa che viene sempre in mente di proporre agli amici. Penso sempre che al teatro ci vado troppo poco. 
E invece il teatro ha tutto il suo fascino. E' diverso dal cinema perchè gli attori ce li hai lì davanti a te sul palco e forse ti sembra tutto ancora più vero. E' bello sentire le voci degli attori non doppiati e senza microfono e immergersi nella trama che gli attori descrivono o magari in uno dei personaggi o cercando di cogliere qualche particolare al quale nessuno bada.
Il teatro dove sono andato è il Teatro del Carmine di Tempio Pausania. Il teatro  fu costruito sull'area dell'originaria Chiesa di Santa Maria del Carmine originariamente annessa al convento dei Padri Scolopi (tra l'altro spazio in cui c'è era il mio liceo) e oggi sede di uffici amministrativi e della biblioteca comunale.
L'edificio fu inaugurato nel 1929 ed è stato riaperto al pubblico una decina di anni fa dopo importanti restauri che ne hanno permesso di recuperare l'originario aspetto tipicamente anni venti.
Il teatro è piccolo ma molto grazioso. Belli gli stucchi e i lampadari di vari disegni secondo il design di una volta. 

Purtroppo in Gallura manca un po' la cultura del teatro e quindi anche i pochi spettacoli che si possono andare a vedere non sono mai così pieni di gente (ma lo stesso discorso vale ahimé per il cinema!) nonostante il teatro di tempio dovrebbe raccogliere l'interesse di tutta la Gallura. 
A me il teatro piace e ieri ho colto l'occasione per andare a vedere il primo spettacolo della stagione.

L'organizzazione del teatro non è dei migliori. Riuscire ad ottenere un biglietto non è semplice. La biglietteria non è sempre aperta; puoi prenotare i biglietti ma non pagarli in anticipo e soprattutto devi augurarti che la nuova macchina per la stampa dei biglietti funzioni il primo giorno della sua messa in opera... Per chi non lo avesse capito il biglietto l'ho avuto solo all'uscita dello spettacolo.  
Se l'organizzazione non è splendente anche la comunicazione e la promozione sul web lascia a desiderare. Il teatro non ha un suo sito internet se non qualche pagina su altri siti come quello del carnevale della città. Esiste però il sito del Circuito Teatrale Regionale Sardo CEDAC, che però a livello grafico lascia a desiderare. 

Nonostante tutto ciò sono riuscito a vedere "Lo zoo di vetro" opera di Tennessee Williams messo in scena dalla Compagnia Jurij Ferrini, con Jurij Ferrini, Alessandra Frabetti e Aurora Peres.
Non conoscevo l'autore né tantomeno l'opera. Questa racconta la crisi di una famiglia in piena recessione americana (quasi attuale...) in cui il padre ha lasciato la famiglia e la madre pensa al futuro dei figli in particolare a trovare un marito di una figlia il cui unico pensiero è un insulsa raccolta di oggetti in vetro. Il fratello insoddisfatto del lavoro in un magazzino trova appagamento solo al cinema e vorrebbe anche lui scappare come ha fatto il padre. 
Non vi svelo troppi dettagli né tantomeno il finale. Senza dubbio è molto interessante.
Molto belle le interpretazioni dei personaggi ed fa riflettere il fatto che l'attore/narratore maschile interpreti due personaggi. A tal proposito interessante questa recensione.
Bella anche la scenografia: non l'interno di un'abitazione come richiederebbe la trama ma il ponte di una nave (simbolo della vita come viaggio nonché del desiderio di evadere e di allontanarsi descritto molto bene nell'opera). 

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